Archive for ‘L’automiglioramento – The Self Empowerment’

L’IMPORTANZA DELL’UMORISMO

Quando una persona sa usare bene l’umorismo aziona un meccanismo complesso che coinvolge la sfera biologica, emotiva, corporea, intellettuale, spirituale ed energetica: in questo caso allora l’umorismo è una cosa molto seria!

L’umorismo non serve solo a ridere o a distrarsi, serve anche per sopravvivere agli eventi negativi della vita. L’umorismo può inoltre allargare la tua capacità di comprensione, ti indirizza verso nuovi modelli di pensiero, ti rende flessibile e dà profondità alle tue riflessioni.

Infine, nella sfera privata soprattutto, è un ingrediente eccezionale nella gestione dei conflitti.

Da dove puoi cominciare a praticare l’umorismo? Comincia da te stesso!

Occorre cominciare con l’autoironia, con il distacco da te stesso. Potresti osservarti come se fossi un’altra persona e cominciare a formulare giudizi scherzosi sulle parti più rigide del tuo carattere. Occorre anche conoscere te stesso e accettarti per quello che sei.

Lavorare sul tuo umorismo vuol dire rimetterti in gioco continuamente.

L’umorismo è uno strumento per modificare il tuo modo di interpretare le cose e ti aiuta a scoprire nuovi modi di ragionamento e comportamento. Utilizzato in modo intelligente e consapevole può aiutarti nelle situazioni negative e a non cadere in depressione.

Esso quindi può avere a che fare con l’ottimismo e la positività solo nella misura in cui ti permette di staccarti da un’interpretazione troppo tragica e rigida della realtà.

Spesso l’uomo usa l’umorismo senza rendersene conto. E’ presente quasi ovunque: affettività, arte, business, didattica, educazione, giustizia, filosofia, marketing, sanità, scienza, terapia… Gli esempi di umorismo testimoniano la sua utilità sia nella comprensione delle cose che nel raggiungimento di obiettivi.

L’umorismo può essere allegro, spensierato, felice, gioioso ma anche malinconico, triste, cinico, freddo, amaro. Del resto non è detto che sia sempre positivo, di fronte a disastri climatici, terremoti, guerre, un atteggiamento ottimista sarebbe fuori luogo.

L’umorismo è , in una certa misura, anche nel mondo del lavoro: dalla gestione delle relazioni professionali nelle aziende a contatto con i clienti, alla vendita di prodotti, al marketing, al problem solving.

Nella vita privata ed affettiva l’umorismo è una delle strategie prevalenti della comunicazione interpersonale. Viene usato anche a scopo terapeutico per alcune malattie.

Gli inventori della teoria provocativa hanno cercato di isolare e definire le forme di umorismo adottate classificandole in sette tipi:

  1. esagerazione
  2. satira
  3. ridicolo (mancata consapevolezza di una persona di essere comico)
  4. deformazione delle cose
  5. sarcasmo (forma di ironia aggressiva che mira ad attaccare la persona)
  6. ironia
  7. scherzo

Avere una visione a largo raggio sull’umorismo ti aiuta a comprenderne meglio il ruolo,a non confinarlo solo ad alcuni campi ristretti di applicazione come lo spettacolo e l’intrattenimento.

Secondo te perchè un’affermazione sgradevole se detta umoristicamente viene accettata con più facilità? Questo avviene perchè:

  • creiamo complicità con l’interlocutore
  • l’emozione associata al riso si attiva prima di qualsiasi altra emozione
  • la battuta umoristica genera un senso di gratificazione sia per chi la fa e chi la riceve

Spero che da questo articolo tu possa trarne spunto per delle proficue riflessioni e sviluppare la tua creatività… ricorda che il tuo potenziale di miglioramento è infinito! 😉

THE IMPORTANCE OF HUMOR

When a person knows how to use humor well, he activates a complex mechanism that involves the biological, emotional, bodily, intellectual, spiritual and energetic spheres: in this case, then humor is a very serious thing!

Humor is not just for laughing or distracting, it is also useful for surviving negative life events. Humor can also broaden your understanding, direct you to new thinking patterns, make you flexible and give depth to your reflections.

Finally, especially in the private sphere, it is an exceptional ingredient in conflict management.

Where can you start practicing humor? Start with yourself!

You need to start with self-irony, with detachment from yourself. You may observe yourself as if you were another person and begin to make joking judgments on the more rigid parts of your character. You also need to know yourself and accept yourself for who you are.

Working on your humor means putting yourself back in the game all the time.

Humor is a tool to change the way you interpret things and helps you discover new ways of reasoning and behavior. Used intelligently and consciously, it can help you in negative situations and not to fall into depression.

It can therefore have to do with optimism and positivity only to the extent that it allows you to detach yourself from an overly tragic and rigid interpretation of reality.

Man often uses humor without realizing it. It is present almost everywhere: affectivity, art, business, teaching, education, justice, philosophy, marketing, healthcare, science, therapy … The examples of humor testify its usefulness both in understanding things and in achieving goals.

Humor can be cheerful, carefree, happy, joyful but also melancholy, sad, cynical, cold, bitter. After all, it is not always positive, in the face of climatic disasters, earthquakes, wars, an optimistic attitude would be out of place.

Humor is everywhere, to a certain extent, even in the world of work: from the management of professional relationships in companies in contact with customers, to product sales, to marketing, to problem solving.

In private and emotional life, humor is one of the prevailing strategies of interpersonal communication. It is also used for therapeutic purposes for some diseases.

The inventors of the provocative theory tried to isolate and define the forms of humor adopted by classifying them into 7 types:

  • exaggeration
  • satire
  • ridiculous (a person’s lack of awareness of being comical)
  • deformation of things
  • sarcasm (form of aggressive irony that aims to attack the person)
  • irony
  • joke

Having a wide-ranging vision of humor helps you to understand its role better, not to confine it to only a few narrow fields of application such as entertainment and entertainment.

Why do you think an unpleasant statement is accepted more easily if said humorously? This happens because:

  • we create complicity with the interlocutor
  • the emotion associated with laughter is activated before any other emotion
  • the humorous joke generates a sense of gratification for both who makes it and who receives it

I hope that from this article you can draw inspiration for useful reflections and develop your creativity… remember that your potential for improvement is unlimited! 😉

VOLONTARIATO AIRC – Associazione Italiana Ricerca Cancro

Come volontaria Airc, ti segnalo qua sotto la mia Pagina dedicata alla raccolta fondi per la Ricerca per il cancro.

Ti chiedo solo qualche secondo del tuo tempo per aprire il link sotto e poi decidi tu cosa sia giusto fare.

http://www.retedeldono.it/iniziative/fondazione-airc/ilaria.evangelisti/aiuta-a-mettere-il-cancro-allangolo

Ogni anno sei stato abituato a vedere noi volontari nelle piazze italiane per la campagna “arance della salute”.

Purtroppo a causa del covid quest’anno non ci sarà possibile essere nelle piazze, tuttavia dal 4 febbraio potrai trovare le “arance della salute” nei più noti supermercati italiani, sotto ti lascio il link dove potrai visualizzare la lista completa.

https://www.arancedellasalute.it/

Io ho deciso di mettere il cancro all’angolo, e tu?

La vita è un diritto di tutti.

VOLUNTARY SERVICE FOR AIRC – Italian Cancer Research Association –

As an Airc volunteer, I would like to point you to my Page dedicated to fundraising for Cancer Research.

I only ask you for a few seconds of your time to open the link below and then you are free to decide what is right to do.

The Page is in Italian but you can translate it with Google Translator 😉

http://www.retedeldono.it/iniziative/fondazione-airc/ilaria.evangelisti/aiuta-a-mettere-il-cancro-allangolo

Every year people here in Italy have been used to seeing us volunteers in the squares for the “arance della salute” campaign.

“Arance” mean “oranges”, fruits… an orange is one of the emblems of Airc, a sort of symbol against cancer.

Unfortunately, due to the covid, this year it will not be possible to be in the squares for the campaign.

However, from February the 4 you will be able to find “arance della salute” in the most famous Italian supermarkets, below I leave you the link where you can view the complete list of stores.

https://www.arancedellasalute.it/

I decided to corner cancer, and you?

Life is everyone’s right.

LA STRADA DEL SUCCESSO

Cinque sono i punti fondamentali per avere buone probabilità di raggiungere i tuo obiettivi:

1) Sapere cosa vuoi

2) Agire con azioni pratiche che producano il risultato che desideri.

3) Saper riconoscere ciò che ti avvicina e ciò che ti allontana dai tuoi obiettivi

4) Avere un atteggiamento flessibile in base alle circostanze

5) Stabilire dei momenti di verifica della tua stessa strategia.

Il successo non è mai frutto del caso, dietro all’eccellenza ci sono spesso strategie ed azioni specifiche, nonchè, te lo dico francamente, una certa dose di fortuna!

Hai mai fatto l’esperienza di sentirti come superman oppure di essere completamente fuori fase? Probabilmente si, eppure ci riferiamo sempre alla stessa persona. Dov’è la differenza? La differenza è la condizione psicologica in cui ti trovi.

Noi tutti entriamo e usciamo da stati d’animo positivi e negativi: il nostro comportamento è il risultato dello stato d’animo in cui ci troviamo. La differenza tra chi fallisce e chi riesce è proprio nella capacità di mettersi in uno stato d’animo produttivo.

Riflettici un attimo: quando ti senti pieno di vita non percepisci il mondo in modo diverso rispetto a quando sei stanco? Quindi per controllare il tuo comportamento devi controllare il tuo stato d’animo.

Abbiamo 3 sensori principali: visivo, auditivo, cinestesico: questi sensori trasmettono al cervello degli stimoli che vengono filtrati da generalizzazioni e distorsioni che influiscono sul tuo modo di percepire il mondo.

Quindi le tue rappresentazioni non sono esattamente ciò che è accaduto bensì una tua reinterpretazione personale. Ad esempio due persone possono assistere ad un incidente stradale e dare resoconti totalmente diversi: uno può aver prestato più attenzione a ciò che vedeva, l’altro a ciò che sentiva.

Da qui arriva “LA MAPPA NON E’ IL TERRITORIO” ovvero la nostra rappresentazione interna non corrisponde alla realtà: esistono soltanto nostre rappresentazioni filtrate attraverso le nostre esperienze, credenze e valori personali.

POICHE’ IGNORI COME STANNO DAVVERO LE COSE TANTO VALE CHE TE LE RAPPRESENTI IN UNO STATO CHE TI POTENZI! LE PERSONE DI SUCCESSO SONO TALI PERCHE’ RIESCONO A FARE QUESTO.

Per fare questo devi scoprire quali sono le credenze, visioni e valori che inducono certe persone a raggiungere il successo: devi scoprire come rappresentano se stessi e la loro esperienza nel mondo, che cosa visualizzano, cosa sentono…

In sintesi, le persone che hanno raggiunto l’eccellenza sono quelle che sanno attingere alle parti più potenziate del loro cervello e lo sanno utilizzare per controllare i loro stati d’animo.

E’ un duro esercizio, ma con il tempo e la pratica ce la farai sicuramente! 🙂

Ti aspetto al prossimo articolo per ottimizzare sempre più la tua mappa del mondo.

THE ROAD TO SUCCESS

There are five key points to have an excellent chance of achieving your goals:

1) Know what you want

2) Act with practical actions that produce the result you want.

3) Knowing how to recognize what brings you closer and what takes you away from your goals

4) Have a flexible attitude according to the circumstances

5) Establish moments of verification of your own strategy.

Success is never the result of chance, behind excellence there are often specific strategies and actions, as well as, I tell you frankly, a certain amount of luck!

Have you ever had the experience of feeling like a superman or of being completely out of phase? Probably yes, yet we always refer to the same person. Where is the difference? The difference is the psychological condition you are in.

We all enter and leave positive and negative states of mind: our behavior is the result of the state of mind in which we find ourselves. The difference between those who fail and those who succeed is precisely in the ability to put themselves in a productive state of mind.

Think about it for a moment: don’t you perceive the world differently when you feel full of life than when you are tired? So to control your behavior you need to control your mood.

We have 3 main sensors: visual, auditory, kinesthetic: these sensors transmit stimuli to the brain that are filtered by generalizations and distortions that affect your way of perceiving the world.

So your representations are not exactly what happened but your personal reinterpretation. For example, two people may witness a car accident and give totally different reports: one may have paid more attention to what she saw, the other to what she heard.

From here comes “THE MAP IS NOT THE TERRITORY” or our internal representation does not correspond to reality: there are only our representations filtered through our experiences, beliefs and personal values.

BECAUSE YOU IGNORE HOW THINGS REALLY ARE, IT IS WORTH THAT YOU REPRESENT THEM IN A STATE THAT ENHANCES YOU! SUCCESSFUL PEOPLE ARE SUCH BECAUSE THEY CAN DO THIS.

To do this you have to find out what are the beliefs, visions and values ​​that lead certain people to achieve success: you have to find out how they represent themselves and their experience in the world, what they visualize, what they feel …

In summary, people who have achieved excellence are those who know how to draw on the most enhanced parts of their brain and know how to use it to control their moods.

It’s hard exercise, but with time and practice you will surely succeed! 🙂

I look forward to seeing you at the next article to optimize your world map more and more.

CIAO CIAO 2020

Mio ultimo pensiero per il 2020. Questo è un anno che ci ha tolto tantissimo, un anno cupo… almeno per la maggior parte delle persone… per alcuni è stato indubbiamente più duro rispetto ad altri.

Questo anno mi ha messa a dura prova, ma per quanto balordo sia stato mi ha anche fortificata per tanti versi… una sfida dietro l’altra…

“Caro” 2020 per quanto infame tu sia stato… ti devo anche ringraziare e terrò sempre con me gli insegnamenti importanti che hai saputo darmi.

Faccio a te che stai legendo lo stesso augurio per il 2021: avere sempre una forza immane nell’affrontare la vita, riuscire a stare lontano da chi ti offre solo finto buonismo e finta solidarietà, e di riservare le tue attenzioni a chi ti è stato vicino e ti ha dato una mano concreta in questi mesi tremendi…

Ricordati che è anche giusto dare seconde possibilità, ma valuta bene chi le merita veramente.

Sotto di mando i miei auguri anche attraverso le mie Pagine Facebook “Italy is Italy” e “Roman Holiday For You”

Infine, voglio anche dire un grazie immenso a chi mi è stato accanto in questi mesi, a chi ha saputo capirmi anche senza fare domande, a chi mi ha inaspettatamente sorpreso e a chi mi ha permesso di lavorare un pochino nonostante questo sia stato l’anno dove il turismo ne è uscito mezzo morto … non lo scorderò mai e sarò sempre grata a queste persone❤

In ultimo, da viaggiatrice e professionista del turismo… ti auguro di riprendere a viaggiare al più presto e riprendere il controllo della tua mappa del mondo…

Ho fiducia in te, se sei arrivato fin qui vuol dire che sei un vero Highlander e non mi deluderai! 😉

BYE BYE 2020

My last thought for the year 2020. This is a year that has taken a lot from us, a dark year … at least for most people … for some it was undoubtedly harder than others.

This year has put me to the test, but no matter how foolish 2020 was, it also strengthened me in many ways … one challenge after another …

“Dear” 2020, no matter how infamous you have been … I also have to thank you and I will always keep with me the important lessons you gave me.

I also wish you for 2021 to always have immense strength in facing life, to be able to stay away from those who offer you only fake goodness and fake solidarity, and to reserve your attention to those who were close to you and gave you a concrete hand in these terrible months …

Remember that it’s okay to give second chances, but consider who really deserves them.

Below I send my greetings also through my Facebook Pages “Italy is Italy” and “Roman Holiday For You”

Finally, I also want to say a warm “thank you” to those who have been close to me in the last months, to those who have been able to understand me even without asking questions, to those who have unexpectedly surprised me and to those who have allowed me to work a little despite this was the year where tourism has been almost non-existent… I will never forget it and I will always be grateful to these people ❤

Lastly, as a traveler and as a tourism professional … I wish you to resume traveling as soon as possible and regain control of your world map

I have faith in you, if you have come this far it means that you are a true Highlander (a brave person I mean) and you will not disappoint me ! 😉

LA VISIONE “ESTERNA”

Spiegherò questo importantissimo concetto riportando le parole di uno dei libri che per me è, ed è stato, fonte di innumerevoli insegnamenti:

“Pensieri lenti e veloci” di Daniel Kahneman.

“Tanti anni fa convinsi i funzionari della Pubblica Istruzione ad inserire l’insegnamento del processo decisionale  e del processo di giudizio tra le materie scolastiche.

L’equipe che misi insieme comprendeva insegnanti di consumata esperienza, studenti di psicologia e Seymour Fox che era un esperto nello sviluppo di programmi di studio.

Per circa un anno ci incontrammo tutti i venerdì pomeriggio, preparammo una bozza del programma e scrivemmo i primi 2 capitoli. Pensavamo di aver fatto buoni progressi.

Un bel giorno mi venne l’idea di fare quello che pensavo fosse un semplice esercizio: pregai tutto il team di scrivere su un pezzo di carta una stima del tempo che avremmo impiegato per finire il programma.

Raccolsi le stime di ognuno e scrissi i risultati su una lavagna. Le stime più basse dicevano un anno e mezzo, quelle più alte 2 anni e mezzo.

Chiesi allora a Seymour (esperto in sviluppo di programmi) se conosceva altri team che avessero avuto la nostra stessa idea. Rispose che ne conosceva parecchi e che conosceva le loro storie in dettaglio. 

Gli chiesi poi se sapesse in quanto tempo quei team avessero completato il nostro stesso progetto… Seymour rimase zitto. Diventò rosso e alla fine disse: “Nessuno ha finito prima di 7 anni…qualcuno ci ha anche messo 10 anni”.

Poichè la speranza è l’ultima a morire lo incalzai: “Quando confronti le nostre risorse e competenze con quelle degli altri gruppi, noi a che livello siamo? Come ci classificheresti in un confronto con le altre equipe?”

Seymor stavolta non esitò purtroppo “Siamo sotto la media, ma non di molto”.

Fu una sorpresa per Seymour stesso che inizialmente si era orientato anche lui alla nostra stima ottimistica dei tempi.

Finchè non lo ero andato a provocare non gli era passato minimamente per la testa di confrontarci con gli altri gruppi.

Oltretutto la nuova previsione di durata ci pareva ancora irreale, vedevamo soltanto il nostro piano ragionevole che avrebbe dovuto produrre un programma in due anni, ma che contrastava con tutti i dati statistici di tutti gli altri gruppi.

Quindi seppur consapevoli di quei dati decidemmo di accantonarli subito!

AVREMMO DOVUTO RINUNCIARE AL PROGRAMMA QUEL GIORNO STESSO.

Sebbene nessuno di noi era disposto ad investire 7 anni in quel progetto, quel giorno commettemmo il gravissimo errore di non mollare tutto e anzi proseguimmo come se nulla fosse.

Alla fine finimmo il programma dopo 8 anni ma a quel punto l’interesse del Ministero della Pubblica Istruzione era sparito e quindi non venne mai usato”

Questo imbarazzante episodio rimase una delle esperienze più istruttive della mia vita professionale, ne ricavai tre importantissime lezioni:

  1. Considerate sempre la visione esterna
  2. Le nostre previsioni possono soffrire di una fallacia di pianificazione
  3. Non perseverare se l’impresa non vale la pena o richiede troppo tempo. Meglio mollare anche a metà l’opera piuttosto che fare errori sempre più gravi.

Spero che questo estratto ti sia stato utile, a me moltissimo…per questo ho deciso di condividerlo con te!

Ti aspetto per il prossimo articolo per altri consigli per migliorare le tue qualità… a presto! 😉

THE OUTSIDE VISION

I’d like to explain this very important concept by quoting the words of one of the books that for me is, and it has been, the source of countless teachings:

“Thinking, Fast and Slow” by Daniel Kahneman.

“Many years ago I convinced the officials of the Public Education to include the teaching of decision-making and the process of judging among the school subjects.

The team I put together included teachers, psychology students and Seymour Fox who was a program development expert.

For about a year we met every Friday afternoon, prepared a draft of the program and wrote the first 2 chapters. We thought we had made good progress.

One day I got the idea of ​​doing what I thought was a simple exercise: I asked the whole team to write on a piece of paper an estimate of the time it would take to finish the program.

I collected everyone’s estimates and wrote the results on a chalkboard. The lowest estimates said one and a half years, the highest two and a half years.

I then asked Seymour (program development expert) if he knew of other teams who had the same idea as us. He replied that he knew several of them and that he knew their stories in detail.

I then asked him if he knew how long it took those teams to complete our own project… Seymour was silent. He turned red and finally said, “No one finished before 7 years … some even took 10 years.”

Since hope is the last to die, I urged him: “When you compare our resources and skills with those of other groups, what level are we at? How would you classify us in a comparison with the other teams? “

Seymor this time unfortunately did not hesitate “We are below average, but not by much”.

It came as a surprise to Seymour himself that he had initially also oriented himself to our optimistic estimate of the times.

Until I went to provoke him it hadn’t crossed his mind to compare us with other groups.

Moreover, the new forecast of duration still seemed unreal to us, we only saw our reasonable plan which should have produced a program in two years, but which contrasted with all the statistical data of all the other groups.

So even though we were aware of those data, we decided to set them aside immediately!

WE SHOULD HAVE TO GIVE UP THE PROGRAM THAT SAME DAY.

Although none of us were willing to invest 7 years in that project, that day we made the very serious mistake of not giving up and on the contrary we continued as if nothing had happened.

In the end we finished the program after 8 years but at that point the interest of the Ministry of Public Education had disappeared and therefore it was never used “

This embarrassing episode remained one of the most instructive experiences of my professional life, I learned three very important lessons:

  • Always consider the outside vision
  • Our forecasts can suffer from a planning fallacy
  • Do not persevere if the undertaking is not worth it or takes too long. Better to give up even halfway through the work rather than making increasingly serious mistakes.

I hope this excerpt has been useful to you, to me very much… that’s why I decided to share it with you!

I wait for you for the next article for other tips to improve your qualities … see you soon! 😉

L’ARTE DELLA NEGOZIAZIONE

In riferimento alla voce di Menu in alto “L’automiglioramento” ecco i miei nuovi consigli per te

https://ilariamappadelmondo.com/lautomiglioramento-2/

Se rinfrescato la memoria cliccando sul link sopra avrai letto che “il tuo potenziale è in continuo sviluppo”.

Quindi ora ti darò qualche consiglio per migliorare la tua capacità di negoziazione.

Una negoziazione efficace richiede una strategia mirata che si ricava con:

  • rispetto per l’interlocutore
  • con mentalità win-win
  • con tempismo
  • evitando lo scontro con l’interlocutore

– RISPETTO PER L’INTERLOCUTORE: rispettare l’altro significa vederlo e accettarlo come un essere distinto e unico, che ha il diritto di pensare in modo indipendente da te. Questo non vuole dire che devi essere sempre d’accordo con lui o apprezzare tutto quello che ha da dirti, ma vuol dire rispettare la sua visione della realtà. La mancanza di rispetto si manifesta negli attacchi personali, negli eccessi emotivi, nell’umiliazione, nel rancore e quando non vengono rispettati spazi, confini, ruoli.

– LA MENTALITA’ WIN-WIN: il segreto per riuscire in questa mentalità è cercare subito un modo per soddisfare i reciproci bisogni. Utilizzerò una storia da esempio.

STORIA: un gruppo di giapponesi e un gruppo di americani che lavorano nella stessa Azienda devono andare in vacanza insieme. I giapponesi, più numerosi degli americani, vogliono andare in montagna a respirare aria buona. Gli americani vorrebbero invece andare al mare. Gli americani propongono comunque una votazione per mantenere buoni i rapporti con i giapponesi pur sapendo che perderanno. Tuttavia i giapponesi rifiutano la votazione e preferiscono discutere: alla fine scelgono tutti un posto in montagna dove c’è un grande lago così gli americani potranno nuotare, fare sci d’acqa e canoa come se fossero al mare.

SPIEGAZIONE: quando venne chiesto ai giapponesi perchè non accettarono la votazione risposero che sicuramente così la loro preferenza sarebbe stata soddisfatta ma avrebbero messo a rischio il rapporto con gli americani. Questi ultimi tra l’altro avrebbero potuto mostrare un atteggiamento scontento durante il soggiorno e così rovinare la vacanza a tutti.

UNA VOTAZIONE POTREBBE CREARE VINCITORI E SCONFITTI E GLI SCONFITTI POTREBBERO NON ESSERE PIU’ INTERESSATI A QUELLO CHE SI E’ DECISO O ADDIRITTURA PROVVEDERE AL SABOTAGGIO DELL’ACCORDO.

– TEMPISMO: per sviluppare il tempismo dobbiamo essere sensibili alla negoziazione e comprendere a fondo le persone con cui hai a che fare. Avere tempismo significa saper individuare il momento migliore per dire una cosa importante, proporre una soluzione ecc. Avere tempismo permette di:

  • avere una comunicazione efficace ed efficiente
  • abbreviare i tempi della trattativa
  • l’interlocutore è fondamentalmente più predisposto a comprendere la nostra posizione
  • raggiungere prima una soluzione win-win

EVITARE LO SCONTRO CON L’INTERLOCUTORE: Durante la negoziazione devi ignorare quelli che ti sembrano leggeri attacchi e rimanere concentrato sugli argomenti della discussione, altrimenti diventi ostaggio dell’interlocutore. Esempio: “Credo di essermi concentrato abbastanza su questa cosa ma il tuo interesse sembra essere altrove. Potresti dirmi cosa ti preoccupa così poi continuiamo con la trattativa?”

Spero che queste info ti siano davvero utili… sto già lavorando a tanti altri piccoli consigli per te! 😉

THE ART OF NEGOTIATION

With reference to the top Menu item “Self Empowerment”, here are my new tips for you

https://ilariamappadelmondo.com/lautomiglioramento-2/

If you refreshed your memory by clicking on the link above you will have read that “your potential is constantly developing”.

So now I will give you some tips to improve your negotiation skills.

Effective negotiation requires a targeted strategy that is obtained with

respect for the interlocutor
– with a win-win mentality
– with timing
– avoiding confrontation with the interlocutor

  • RESPECT FOR THE INTERLOCUTOR: respecting the other means seeing and accepting him as a distinct and unique being, who has the right to think independently of us. This does not mean that you must always be in agreement with him or appreciate everything he has to say, but it does mean respecting his vision of reality. Disrespect manifests itself in personal attacks, emotional excesses, humiliation, resentment and to a lesser extent when spaces, boundaries, roles are not respected.
  • THE WIN-WIN MENTALITY: the secret to succeeding in this mentality is immediately looking for a way to satisfy each other’s needs. I use an example story.

SHORT STORY: a group of Japanese and a group of Americans who work in the same company have to go on vacation together. The Japanese, more numerous than the Americans, want to go to the mountains to breathe fresh air. The Americans would like to go to the beach instead. The Americans still propose a vote to maintain good relations with the Japanese even though they know they will lose. However, the Japanese refuse the vote and prefer to discuss: in the end they all choose a place in the mountains where there is a large lake so the Americans can swim, water ski and canoe as if they were at the sea.

EXPLANATION: When the Japanese were asked why they did not accept the vote, they replied that surely their preference would be satisfied but they would jeopardize the relationship with the Americans. Among other things, americans could have shown a discontent attitude during their stay and thus ruin everyone’s holiday.

A VOTE MAY CREATE WINNERS AND LOSERS AND THE LOSERS MAY BE NO LONGER BE INTERESTED IN WHAT IT HAS BEEN DECIDED OR EVEN SABOTAGE THE AGREEMENT.

  • TIMING: To develop timing you must be sensitive to negotiation and understand the people you are dealing with. Having timing means knowing how to identify the best time to say something important, propose a solution, etc. Having timing allows you to:

– have effective and efficient communication
– shorten negotiation times
– the interlocutor is basically more predisposed to understand our position
– achieve win-win solution first

  • AVOIDING ARGUMENT WITH THE INTERLOCUTOR: During the negotiation you must ignore those that seem attacks to yous and remain focused on the topics of the discussion, otherwise you become hostage to the interlocutor. Example: “I think I have focused enough on this but your interest seems to be elsewhere. Could you tell me what worries you so then we can continue with the negotiation? “

I hope this info is really useful to you… I’m already working on many other tips for you! 😉

L’ARTE DI ASCOLTARE

L’arte di ascoltare sta scomparendo sempre più. Tutti dovremmo migliorare la nostra capacità di ascolto. Osservando e ascoltando possiamo imparare molto di più che parlando.

L’ascolto è il primo passo per rendere un dialogo efficace.

Se proprio non riesci a stare zitto allora anziche’ parlare di te stesso prova a fare delle domande agli altri: in questo modo eserciterai una certa influenza sull’interlocutore molto piu’ che parlandogli.

LE 4 TECNICHE FONDAMENTALI DELL’ASCOLTO

  1. PERCEPIRE: è l’ascolto basico. Le orecchie sentono la voce che parla ed assorbono il messaggio.
  2. INTERPRETARE: il messaggio viene decodificato e alle parole e frasi viene assegnato un significato
  3. VALUTARE: una volta compreso il messaggio questo viene valutato suscitando nella mente dell’ascoltatore accordo o disaccordo.
  4. RISPONDERE: dopo le prime 3 frasi si è pronti a rispondere.

Non sempre un abile oratore e’ anche un abile ascoltatore e viceversa. L’ascolto attivo ti impone di andare al di la’ delle semplici parole.

Essere un buon ascoltatore significa saper ascoltare le ragioni altrui. Sebbene inizialmente pensi che qualcuno sia totalmente in errore, può esserti utile domandare: “Perchè la pensi così?” Devi sempre ricordarti che l’obiettivo è costruire un legame e comprendere cosa c’è nella mente dell’interlocutore.

Un rimedio per quelle persone che, dopo innumerevoli corsi sull’ascolto attivo, ancora non hanno sviluppato questa capacità: porgere una domanda all’interlocutore per confermare quanto ha detto.

Esempio: “Stai dicendo che “x” è… giusto? In caso contrario correggimi pure”.

Se vuoi essere un buon ascoltatore ripeti il messaggio ed il sentimento dell’interlocutore per essere certo di aver capito bene.

THE ART OF LISTENING

The art of listening is increasingly disappearing. We should all improve our listening skills. By observing and listening, we can learn much more than by speaking.

Listening is the first step to making an effective dialogue.

If you really can’t shut up, then instead of talking about yourself, try asking others a few questions: in this way you will exert a certain influence on the interlocutor rather than talking to him.

THE FOUR FUNDAMENTAL TECHNIQUES OF LISTENING

  1. PERCEIVE: it is basic listening. The ears hear the voice speaking and absorb the message.
  2. INTERPRET: the message is decoded and meaning is assigned to words and phrases
  3. EVALUATE: once the message is understood, this is evaluated by arousing agreement or disagreement in the listener’s mind.
  4. ANSWER: after the first 3 sentences you are ready to answer.

Not always a skilled speaker is also a skilled listener and vice versa. Active listening requires you to go beyond simple words.

Being a good listener means knowing how to listen to the reasons and points of view of others. Although you initially think that someone is totally wrong, it can be helpful to ask, “Why do you think so?” You must always remember that the goal is to build a bond and understand of what is in the interlocutor’s mind.

A remedy for those people who, after countless courses on active listening, have not yet developed this ability: ask the interlocutor a question to confirm what he said.

Example: “You are saying that“ x ”is… right? If not, please correct me ”.

If you want to be a good listener repeat the message and the sentiment of the interlocutor to be sure you have correctly understood everything.

PROATTIVITÀ E REATTIVITÀ

Una persona efficace è prima di tutto proattiva.

“Proattività” significa qualcosa di più del semplice prendere l’iniziativa, come essere umano ti prendi la responsabilità della tua vita: hai la capacità di poter scegliere la tua risposta a determinate situazioni e fare in modo che le cose accadano.

LE PERSONE PROATTIVE: sono mosse dai loro valori, valori profondamente scelti e interiorizzati.

PERSONE REATTIVE: costruiscono la loro vita emotiva intorno al comportamento degli altri permettendogli di controllare le loro vite. I soggetti reattivi sono quindi controllati dalle situazioni e da altre persone.

Il tuo linguaggio è anche indicatore di quanto sei proattivo.

Il linguaggio dei reattivi si toglie ogni responsabilità. Queste persone si sentono sempre più vittime, incapaci di padroneggiare la loro vita e destino: si concentrano sui problemi presentati dall’ambiente o su circostanze e persone dove non hanno controllo.

Anche le persone proattive sono influenzate da stimoli esterni ma il loro segreto e’ che la loro risposta si basa su una scelta che a sua volta si basa su uno dei loro valori: nessuno puo’ toglierti il rispetto per te stesso se non sei tu il primo a rinunciarci. A ferirti non e’ quello che ti succede, bensì e’ la tua reazione a quanto ti succede.

AZIONI PER ESSERE PROATTIVI:

  1. prendere piccoli impegni e mantenerli
  2. fai da modello, non da giudice
  3. lavora sulle cose su cui hai la facoltà di controllo
  4. lavora sull’essere e non sull’avere

PROACTIVITY AND REACTIVITY

An efficient person is first of all a proactive person.

“Proactivity” means something more than just taking the initiative, as a human being you take responsibility for your own life: you have the ability to choose your response to certain situations and make things happen.

PROACTIVE PEOPLE: they are moved by their values deeply chosen and internalized.

REACTIVE PEOPLE: they build their emotional life around the behavior of others allowing them to control their lives. Reactive people are then controlled by situations and other people.

Your language is also an indicator of how proactive you are.

The language of a reactive person takes away all responsibility. These people feel more and more victims, unable to master their life and destiny: they focus on the problems presented by the environment or on circumstances and by people where they have no control.

Even proactive people are influenced by external stimuli but their secret is that their response is based on a choice which in turn is based on a specified value: no one can take away your self-respect if you are not the one to give it up. What hurts you is not what happens to you, but it is your reaction to what happens around you.

ACTIONS TO BE PROACTIVE:

1. make small commitments and keep them
2. be a model, not a judge
3. work on the things you have the power to control
4. works on being and not on having

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: