LA FAMIGLIA TEDESCA


Riproduzione di una tipica famiglia bavarese…

Come sai, grazie al mio lavoro di accompagnatrice turistica lavoro spesso anche con gruppi di tedeschi formati da coppie ma anche da famiglie.

A proposito di famiglia, indipendentemente dalla pandemia, mi prendo una piccola pausa dai tour per gestire alcune situazioni che riguardano proprio la mia famiglia… al momento sono comunque presa da un’attività in smart working sempre ovviamente legata al mondo del turismo, seguimi per saperne di più! 😉

Veniamo a noi: le diverse politiche familiari promosse dall’Italia e dalla Germania contribuiscono ad una diversa evoluzione della famiglia.

Ad esempio nel 2007 l’Italia prevedeva un contributo mensile di 74,00 euro per il primo figlio, ma solo per quelle famiglie con un reddito inferiore ai 67.000 euro l’anno.

Invece la Germania stanziava, nello stesso periodo, mensilmente 154,00 euro per ogni figlio, indipendentemente dal reddito annuo.

Da sempre in Italia la famiglia colma molte lacune del sistema pubblico: ad esempio la nostra sanità soffre spesso di carenza di personale infermieristico.

In Germania la sanità è efficiente e garantisce un’adeguata assistenza ai malati. Inoltre negli ospedali tedeschi la continua presenza dei famigliari (mi riferisco ovviamente al periodo pre-covid) è vista come una cosa fastidiosa, quasi di intralcio. Un tedesco quindi dimostra il proprio affetto e sostegno morale con frequenti telefonate.

Se da un lato un italiano ammira l’efficienza del personale ospedaliero tedesco, dall’altra parte non la ritiene una giustificazione per la scarsa presenza in ospedale.

La famiglia italiana, sostituendosi allo Stato, tende a proteggere i suoi componenti dalle varie difficoltà della vita, nel caso ad esempio di “ragazze madri” è frequente che queste ragazze rimangano ad abitare nella famiglia di origine, non potendo contare sui sussidi che nel migliore dei casi in Italia sarebbero comunque piuttosto bassi.

Situazione molto diversa in Germania: le ragazze madri, oltre ad avere l’appoggio della famiglia, si rivolgono anche allo Stato poichè hanno diritto ad una cospicua protezione sia finanziaria che legislativa che permetterebbe loro di andare a vivere da sole.

Anche dopo una separazione non è raro in Italia tornare dai genitori, al contrario questa cosa è inconcepibile in Germania: generalmente una volta che i giovano tedeschi hanno lasciato la famiglia di origine non ci rientrano più, a costo di fare enormi sacrifici.

Nel caso di disoccupazione prolungata, visto l’importo basso dei sussidi in Italia, in genere la famiglia quando può provvede a dare aiuti finanziari ai figli…questo include anche di tornare a casa dai genitori per risparmiare spese di affitto, cibo e bollette.

In Germania invece, un po’ perchè i sussidi di disoccupazione sono più alti, un po’ per orgoglio, è più raro che i figli chiedano aiuto alla loro famiglia.

In Italia spesso la famiglia ha anche la priorità sul lavoro, vedi il mio caso in questo preciso momento…

D’altra parte in Italia la famiglia è spesso un centro economico come dimostrano le tantissime aziende a conduzione familiare che sono al centro dell’economia italiana: Agnelli, Benetton, Versace, Ferrero ecc. ma anche tante altre piccole realtà locali di tipo artigianale o commerciale.

Lo stilista Gianni Versace (1946-1997) e sua sorella Donatella Versace

In Germania invece la priorità che condiziona le scelte anche lavorative, non è sempre la famiglia ma più spesso la carriera o l’aspetto finanziario. E’ per questa differenza di priorità che i tedeschi hanno difficoltà a capire le rinunce lavorative da parte degli italiani.

Che te ne sembra di questo articolo? Spero di essere riuscita ad aggiornare nuovamente la tua mappa del mondo evidenziando nuove differenze culturali tra noi italiani ed, in questo caso, i tedeschi 😉

Non puoi assolutamente perderti il prossimo articolo dove ti darò un sacco di dritte per tirare fuori il meglio di te….torneremo quindi a parlare di self-empowerment! Resta nei paragi… 😉

THE GERMAN FAMILY

Reproduction of a typical Bavarian family…

As you know, thanks to my work as a tour leader, I often work with groups of Germans made up of couples but also families.

Talking of family, regardless of the pandemic, I take a little break from tours to manage some situations that concern my family: at the moment I’m still busy with a smart working activity always obviously linked to the world of tourism, follow me to find out more! 😉

Let’s come to us: the different family policies promoted by Italy and Germany contribute to a different evolution of the family.

For example, in 2007 Italy provided for a monthly contribution of 74.00 euros for the first child, but only for those families with an income of less than 67,000 euros a year.

Instead, Germany allocated, in the same period, € 154.00 per child per month, regardless of annual income.

In Italy, the family has always filled many gaps in the public system: for example our healthcare system who often suffers from a shortage of nurses.

In Germany, health system is efficient and guarantees adequate assistance to the sick. Furthermore, in German hospitals the continuous presence of family members (I am obviously referring to the pre-covid period) is seen as an annoying thing, almost an obstacle.

A German person therefore demonstrates his affection and moral support with frequent phone calls.

If on one hand an Italian admires the efficiency of German hospital staff, on the other hand he does not consider it as a justification for the scarce presence in the hospital by relatives.

The Italian family, replacing the State, tends to protect its members from the various difficulties of life.

For example in the case of “single mothers” it is common for these girls to stay in the family of origin, as they are not able to count on subsidies that at best of cases in Italy would however be quite low.

Very different situation in Germany: single mothers, in addition to having the support of the family, also turn to the State as they are entitled to substantial financial and legislative protection that would allow them to go and live alone.

Even after a separation it is not uncommon for an adult in Italy to return to his parents, on the contrary this situation is inconceivable in Germany: generally once German young adults have left their family of origin they no longer return, at the cost of making enormous sacrifices.

In the case of prolonged unemployment, given the low amount of subsidies in Italy, usually the family provides financial aid to the children when they can: it also includes going home to their parents to save rent, food and bills.

In Germany, on the other hand, partly because unemployment benefits are higher, partly because of pride, it is more rare for children to ask to their family for help.

In Italy, the family often also has priority over work, see my case at this very moment …

On the other hand, in Italy the family is often an economic center as evidenced by the many family-run companies that are at the heart of the Italian economy: Agnelli, Benetton, Versace, Ferrero etc. but also many other small local artisanal or commercial realities.

The fashion-stylist Gianni Versace (1946-1997) and his sister Donatella

In Germany, on the other hand, the priority that affects choices, including work, is not always the family but more often the career or the financial aspect.

It is because of this difference in priorities that the Germans have difficulty understanding Italians’ job renunciations.

What do you think of this article? I hope I was able to update your world map again by highlighting new cultural differences between us Italians and, in this case, the Germans 😉

You absolutely cannot miss the next article where I will give you a lot of tips to bring out the best of you … so I’ll be back to talking about self-empowerment! Stay in proximity of my blog… 😉

Categorie:Comunicazione Interculturale - Intercultural Communication, I tedeschi - German people

1 commento

  1. è molto interessante vedere le differenze fondamentali fra noi e la Germania. Spesso queste cose non si conoscono, o almeno non in tutti i punti. E’ chiaro che qua in Italia la situazione di vita è molto differente da loro, ma è altrettanto vero che se noi avessimo tutte le sussistenze che hanno loro, e aggiungo, guadagnassimo quanto loro, probabilmente anche la nostra vita sarebbe diversa. Non sembra, ma talvolta anche il modo di lavorare, di guadagnare, e di essere assistiti, può cambiare il carattere delle persone….

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